22/07/2015: Raiatea
Lasciamo presto l'ormeggio di Nao Nao e a motore andiamo verso nord sempre nella laguna est di Raiatea, il vento soffia teso quasi sempre in prua e la laguna si stringe spesso in passaggi stretti abbastanza ben segnalati dalle boe rosse e verdi. Ci aiutiamo molto con la cara dell'Ammiragliato perché sulla carta Navionics molte boe e bassifondi non sono segnalati. A est del sentiero della laguna una bella distesa di sabbia fa il colore del mare verde chiaro fino al reef. Con molta prudenza utilizzando il sonar ci avventuriamo in acque non segnate dalle carte e ormeggiano su un fondale di sabbia di 5 m. Mezzo miglio a est c'è l'isola di Oatara larga meno di un quarto di miglio. La raggiungiamo col canotto armati di pinne e maschere. Troviamo alcuni turisti che si erano fatti accompagnare lì da una barca. Facciamo il giro con snorkeling fondali belli e pesci a profusione. Forte corrente che viene dal reef. A terra quintali di noci di cocco, da qualcuna gemma la palma e le altre marciscono e fanno humus. La foresta tropicale è fitta ma la attraversiamo fino a raggiungere il mare dall'altra parte.
Tornati in barca continuiamo il nostro navigare in laguna e troviamo poco più a nord una baia Faaroa di fronte ad una pass, il fondo è superiore a 30 m, ma c'è una bella boa a cui attaccarsi, due barche sono residenti qui, non abitate a terra qualche luce. Qui vicino la guida dice esserci un importante sito archeologico, scendiamo a terra ci fermiamo su un moletto e raggiungiamo il Marae di Taputatuatea. In polinesiano significa "pulito, libero da alberi, etc." ed infatti il marae consiste generalmente in una spianata rettangolare (la vera e propria marae), circondata da pietre o blocchi di legno (chiamati au in Tahitiano e nel Maori delle Isole Cook), a volte con terrazzamenti (paepae). Le marae erano utilizzate dagli aborigeni per dei cerimoniali con una pietra centrale detta ahu o a'u Si tratta di un'ampia zona, ben conservata , dove i popoli che vivevano qui nel XVII secolo avevano creato il loro luogo sacro. Grossi monoliti alti un paio di metri segnavano un area sopraelevata sulla quale solo i sacerdoti potevano accedere. Dai ricordi dei primi colonizzatori queste aree di pietra erano arricchite con manufatti di legno sia ornamentali che funzionali. Una zona del Marae Faa era destinata alle donazioni di animali e talvolta anche di sacrifici umani al dio.
Enzo
Nessun commento:
Posta un commento